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Salute & Prevenzione 8 min di lettura 31 agosto 2026

Tachipirina e Nurofen nei bambini: la dose si calcola sul peso, non sull'età

Il numero sulla scatola è una media. Tuo figlio non è una media. Come funziona il calcolo per chilo, dove nascono gli errori veri — le gocce scambiate per lo sciroppo — e quando l'ibuprofene non va dato.

Paracetamolo e ibuprofene sono i due farmaci più usati in pediatria e i due su cui si sbaglia di più. Non per ignoranza: per una serie di trappole pratiche che nessuno spiega al momento della vendita, e che si ripetono sempre uguali.

Questo articolo spiega come funziona il calcolo e dove si sbaglia. Non sostituisce l'indicazione del pediatra: la dose esatta di tuo figlio, in millilitri, sul suo peso di oggi e sul flacone che hai in casa, deve scriverla il tuo pediatra. Ma capire il meccanismo è ciò che ti permette di accorgerti se qualcosa non torna.

La dose di antipiretico si calcola sul peso o sull'età?

Sulle confezioni le dosi sono indicate per fasce d'età. È una semplificazione commerciale, e in pediatria è il punto di partenza di quasi tutti gli errori.

Un bambino di due anni può pesare nove chili o diciotto. Sono lo stesso bambino sulla scatola e due bambini diversi in farmacologia: chi pesa nove chili riceverebbe il doppio della dose che gli serve, chi ne pesa diciotto ne riceverebbe metà — e un antipiretico sottodosato non funziona, il che porta a darne un'altra dose troppo presto, che è di nuovo un errore.

La dose corretta si calcola in milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. Il peso di adesso, non quello dell'ultimo bilancio.

Quanti mg per chilo di paracetamolo e ibuprofene si danno a un bambino?

Queste sono le dosi di riferimento pediatriche, quelle che trovi nelle schede tecniche e nelle linee guida. Servono a farti capire l'ordine di grandezza e a farti riconoscere un errore, non a sostituire la prescrizione.

Paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Acetamol e generici)

  • 10-15 mg per chilo a dose, ogni 4-6 ore
  • non più di quattro somministrazioni nelle 24 ore
  • massimo 60 mg per chilo al giorno
  • si può usare da neonato, con indicazione medica; sotto i 3 mesi la febbre va sempre valutata dal pediatra prima

Ibuprofene (Nurofen, Antalfebal, Brufen e generici)

  • 5-10 mg per chilo a dose, ogni 6-8 ore
  • non più di tre somministrazioni nelle 24 ore
  • massimo 30 mg per chilo al giorno
  • non prima dei 3 mesi di vita e non sotto i 5-6 kg

Sopra i 40-50 kg — molti ragazzini alle medie — non si supera la dose dell'adulto anche se il calcolo per chilo darebbe di più: 1000 mg a dose per il paracetamolo, 400 mg per l'ibuprofene. Nel bambino con obesità il calcolo sul peso reale può portare a un sovradosaggio: in quel caso la dose va concordata con il pediatra.

Come si calcola in millilitri la dose di Tachipirina o Nurofen?

Un bambino di 12 kg ha la febbre. Il pediatra indica paracetamolo a 15 mg/kg.

12 × 15 = 180 mg. Questa è la dose in milligrammi. Ora serve tradurla in millilitri, e qui viene la parte pericolosa, perché dipende dal flacone che hai in mano.

  • Sciroppo 120 mg / 5 ml → 180 mg sono 7,5 ml
  • Gocce 100 mg / ml → 180 mg sono 1,8 ml

Stesso bambino, stessa dose, 7,5 ml contro 1,8 ml: più di quattro volte di differenza nel volume. Se qualcuno dà 7,5 ml di gocce pensando allo sciroppo, quel bambino riceve 750 mg invece di 180. In un bambino di dodici chili è un sovradosaggio serio.

Lo stesso vale per l'ibuprofene, che in Italia esiste in due concentrazioni diverse dello stesso sciroppo: 100 mg/5 ml e 200 mg/5 ml (le confezioni "forte"). Stesso aspetto, stesso misurino, dose doppia a parità di millilitri.

Da qui la regola pratica più utile di tutto l'articolo: prima di dosare, guarda i milligrammi scritti sull'etichetta, non il nome del prodotto.

Quali sono gli errori più comuni nel dare l'antipiretico a un bambino?

1. Scambiare gocce e sciroppo. È l'errore numero uno, ed è quello descritto sopra. Le due formulazioni hanno concentrazioni molto diverse e misurini diversi. Non usare mai il misurino di una confezione con il flacone di un'altra, nemmeno dello stesso marchio.

2. Usare il cucchiaino da cucina. Un cucchiaino da tè non è 5 ml: a seconda del cucchiaio va da 2,5 a 7 ml. Si usa solo la siringa dosatrice o il bicchierino graduato della confezione, e si legge il menisco all'altezza degli occhi.

3. Dare la dose "dell'età" a un bambino magro. Vedi sopra. È il modo più comune di sovradosare un bambino piccolo per la sua età.

4. Sommare due prodotti che contengono lo stesso principio attivo. Molti preparati da banco per raffreddore e influenza, e alcune bustine "per il mal di gola", contengono già paracetamolo. Se si aggiunge la Tachipirina, le dosi si sommano senza che nessuno se ne accorga. Leggere sempre il principio attivo, non il nome commerciale.

5. Alternare i due farmaci a orologeria. L'alternanza sistematica paracetamolo-ibuprofene ogni tre ore non è raccomandata di routine: non ha dimostrato un vantaggio clinico che giustifichi il rischio, e soprattutto moltiplica le occasioni di sbagliare — con due farmaci, due orari e due concentrazioni si perde il conto, specialmente di notte e specialmente se il bambino passa fra due adulti. Se il pediatra lo indica in un caso specifico, si scrive tutto su un foglio con l'ora di ogni somministrazione.

6. Non tenere il conto. Nonna, papà, mamma: tre persone, tre dosi, nessuno che sa cosa hanno dato gli altri. Un foglio attaccato al frigo con ora, farmaco e millilitri risolve il novanta per cento dei sovradosaggi domestici.

7. Curare il termometro invece del bambino. L'antipiretico serve a far stare meglio un bambino che sta male, non a far scendere un numero. Un bambino con 38,8 che gioca e beve non ha bisogno di niente. La febbre di per sé non danneggia il cervello e non va "spenta": è la risposta immunitaria che sta funzionando.

Quando non si deve dare l'ibuprofene a un bambino?

Il paracetamolo è più maneggevole; l'ibuprofene è spesso più efficace sul dolore e sulla febbre alta, ma ha situazioni in cui è meglio evitarlo:

  • Disidratazione: bambino che vomita, ha diarrea o beve poco. L'ibuprofene è un antinfiammatorio e su un rene poco perfuso può fare danno. In una gastroenterite si preferisce il paracetamolo.
  • Varicella: è prudente evitare l'ibuprofene, per la possibile associazione con infezioni batteriche gravi della pelle.
  • Asma con storia di broncospasmo scatenato dagli antinfiammatori.
  • Sotto i 3 mesi, o sotto i 5-6 kg.
  • Problemi di stomaco, sanguinamenti, piastrine basse, terapia con anticoagulanti.
  • Sospetta dengue o altre febbri emorragiche, al ritorno da un viaggio.

E una regola che vale sempre: mai acido acetilsalicilico — aspirina — a un bambino o a un adolescente con una malattia virale, per il rischio di sindrome di Reye. Non è un'avvertenza teorica.

È meglio la supposta o lo sciroppo per la febbre?

L'assorbimento per via rettale è lento e irregolare: la stessa supposta può dare concentrazioni molto diverse in due bambini, e in genere più basse rispetto alla stessa dose per bocca. Non è la via da preferire.

Ha senso in un caso solo: il bambino che vomita tutto o che rifiuta assolutamente lo sciroppo. Fuori da quel caso, la via orale è più prevedibile e più sicura.

Cosa fare se ho dato una dose sbagliata di antipiretico?

Non aspettare che compaiano sintomi, e questa è la parte importante: il sovradosaggio di paracetamolo non dà segni nelle prime ore. Il bambino sta bene, gioca, e intanto il fegato sta subendo un danno che diventa visibile dopo un giorno o due, quando il trattamento è meno efficace.

Cosa fare, subito:

1. Chiama il tuo pediatra o un Centro Antiveleni — sono attivi 24 ore su 24. Il riferimento per la Campania è il Centro Antiveleni dell'Ospedale Cardarelli di Napoli, attivo 24 ore su 24 tutti i giorni: 081 545 33 33 oppure 081 747 28 70.

2. Tieni in mano la confezione: serve sapere il principio attivo e la concentrazione.

3. Sappi dire quanti millilitri, di quale flacone, a che ora, e il peso del bambino.

4. Non provocare il vomito e non dare latte o altro di iniziativa.

Esiste un antidoto efficace per il paracetamolo, e funziona bene se somministrato presto. È tutta questione di ore.

Quando il problema non è la dose ma la febbre

L'antipiretico gestisce un sintomo. Ci sono situazioni in cui serve una valutazione a prescindere da quanto scende la temperatura:

  • bambino sotto i 3 mesi con temperatura superiore a 38 °C: sempre, subito;
  • febbre che dura più di tre giorni senza una causa evidente;
  • bambino apatico, difficile da svegliare, che non beve, con meno pannolini bagnati del solito;
  • difficoltà a respirare, rientramenti fra le costole, respiro veloce;
  • macchie sulla pelle che non scompaiono premendo con un bicchiere trasparente;
  • pianto inconsolabile o irritabilità che non passa nemmeno quando la febbre scende;
  • febbre senza nessun altro sintomo in un bambino piccolo — vanno pensate le vie urinarie.

La dose di tuo figlio

Il numero che serve a te non è in questo articolo: è milligrammi per chilo, tradotti nei millilitri del flacone che hai in casa, sul peso attuale di tuo figlio. Quel numero lo scrive il pediatra, e conviene farselo scrivere una volta e riscriverlo a ogni cambio di peso importante — perché un bambino cresce e la dose lo segue.

Per un chiarimento o per far ricalcolare le dosi sul peso aggiornato: 081 832 1910, oppure un messaggio WhatsApp al 347 628 9789.

Avvertenza — Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituisce in alcun modo la visita medica, la diagnosi o il parere del pediatra. Per qualsiasi dubbio sulla salute del tuo bambino, consulta sempre il tuo medico di riferimento.

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