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Pediatria di Base 7 min di lettura 31 agosto 2026

Coliche del neonato: cosa funziona davvero e quando finiscono

Pianto inconsolabile tutte le sere alla stessa ora, in un bambino che cresce bene e non ha niente. Cosa ha prove a favore, cosa no, e la cosa che nessuno dice ai genitori sul limite della propria sopportazione.

Le coliche sono il momento in cui i genitori scoprono di non riuscire a consolare il proprio figlio. Non è un dettaglio secondario: è la parte che fa male davvero, molto più del sospetto che il bambino abbia qualcosa. Perché il bambino, quasi sempre, non ha niente.

Come si riconoscono le coliche del neonato?

Si parla di coliche quando un lattante di meno di cinque mesi ha crisi di pianto e irritabilità ricorrenti e prolungate, senza una causa evidente, che i genitori non riescono a prevenire né a interrompere — in un bambino che per il resto sta bene, cresce e non ha segni di malattia.

Il quadro tipico ha una forma riconoscibile:

  • comincia intorno alle due settimane di vita;
  • il picco è verso le sei settimane;
  • si concentra nel tardo pomeriggio e nella sera, spesso alla stessa ora;
  • il bambino piange in modo diverso dal solito — più acuto, più insistente;
  • irrigidisce le gambe, le tira verso la pancia, stringe i pugni, diventa rosso;
  • fra una crisi e l'altra è un bambino sereno, che mangia e dorme;
  • cresce normalmente.

La formula storica parlava di più di tre ore al giorno, più di tre giorni a settimana, per più di tre settimane. È un criterio da studi clinici, non un metro da usare in casa: se il pianto è ricorrente, prolungato e inconsolabile, il quadro è quello anche se le ore sono due e mezza.

Quanto durano le coliche del neonato?

Finiscono da sole, quasi sempre entro i tre-quattro mesi.

Questa è l'informazione più utile di tutto l'articolo, e va detta per prima perché cambia il modo in cui si attraversano quelle settimane. Le coliche non sono una malattia che si cura: sono una fase che passa. Chi le sta vivendo non ci crede — la sesta settimana sembra infinita — ma il calendario è affidabile.

Cosa NON sono

Vale la pena smontare tre convinzioni molto diffuse, perché ognuna porta a fare qualcosa di inutile o dannoso.

Non sono "aria nella pancia". Il nome parla di colica, cioè di dolore intestinale, ma non c'è una prova solida che il dolore addominale sia il meccanismo. L'aria che si vede nella pancia è in buona parte l'aria che il bambino ingoia *mentre* piange, non la causa del pianto.

Non sono un'allergia al latte, nella grande maggioranza dei casi. L'allergia alle proteine del latte vaccino esiste e va cercata, ma ha altri segni: sangue o muco nelle feci, vomito ripetuto, dermatite importante, scarsa crescita, sintomi che non si limitano alla sera. Un lattante che cresce bene e piange solo dalle diciotto alle ventuno non ha, quasi mai, un'allergia.

Non sono colpa del latte della mamma. Non esiste un latte materno "troppo leggero" o "che non sazia" e non c'è motivo di sospendere l'allattamento per le coliche. Le coliche hanno la stessa frequenza nei bambini allattati al seno e con formula.

Quali segnali indicano che non sono coliche?

Il pianto è colica finché non ci sono altri elementi. Questi non sono coliche e vanno visti dal pediatra:

  • vomito ripetuto, a getto, o verde-biliare;
  • sangue o muco nelle feci;
  • febbre;
  • scarso accrescimento o calo di peso;
  • pianto continuo, che non ha crisi e pause, ma è costante;
  • bambino fiacco, pallido, difficile da svegliare;
  • pianto che inizia dopo i quattro mesi — è un'età sbagliata per l'esordio delle coliche e va indagata;
  • crisi di pianto acuto con ginocchia al petto in un bambino fra tre mesi e tre anni, con pause di apparente benessere: è il quadro dell'invaginazione intestinale, ed è un'urgenza;
  • respiro affannoso o sudorazione durante la poppata.

Cosa funziona davvero contro le coliche?

Le cose che hanno un fondamento — e nessuna di queste "cura", tutte aiutano ad attraversare la crisi:

  • Il contenimento. Tenere il bambino stretto, in braccio o in fascia, pelle a pelle. È la cosa che funziona di più, ed è anche quella che i genitori si sentono dire di non fare per non "viziarlo". Un lattante di sei settimane non si vizia.
  • Il movimento. Camminare, cullare con un ritmo regolare, la carrozzina, il marsupio. Il movimento continuo vale più di quello a scatti.
  • Ridurre gli stimoli. Luci basse, poche voci, poche mani. Nelle ore di crisi il bambino è saturo, e ogni persona in più che prova a consolarlo peggiora le cose.
  • Il rumore bianco: l'asciugacapelli, l'aspirapolvere, la cappa. Riproduce il rumore che sentiva prima di nascere.
  • Il ciuccio, se lo accetta.
  • La posizione a pancia in giù sull'avambraccio, con la testa verso il gomito — solo da sveglio e sorvegliato. Per dormire, sempre a pancia in su.
  • Il massaggio della pancia: le prove sull'efficacia specifica sono deboli, ma è innocuo, dà un momento di contatto e a molti bambini piace. Vale la pena farlo per quello.
  • Il *Lactobacillus reuteri* DSM 17938 è l'unico probiotico con prove discrete, e soprattutto nei bambini allattati al seno. Non funziona in tutti, ma è sicuro. Va chiesto al pediatra: non tutti i prodotti in commercio contengono quel ceppo.

Quali rimedi per le coliche è meglio evitare?

  • Il simeticone (le gocce "contro l'aria"): negli studi non ha fatto meglio del placebo. Non è dannoso, ma non è la soluzione, e la delusione di vederlo fallire aggiunge frustrazione.
  • Tisane, camomilla e "acqua di finocchio": non raccomandate nel lattante. Riempiono lo stomaco al posto del latte, molte contengono zuccheri, e il finocchio contiene una sostanza (l'estragolo) per cui non ci sono dati di sicurezza in età così precoce.
  • Cambiare formula ogni due settimane. Le formule "anticoliche", quelle senza lattosio e quelle parzialmente idrolisate hanno prove deboli. Cambiare in continuazione impedisce di capire se qualcosa ha funzionato.
  • La dieta di eliminazione della mamma "a tappeto": togliere latticini, uova, pomodoro, cipolla e legumi tutti insieme è una strada che non porta da nessuna parte e mette a rischio la nutrizione di chi allatta. Se c'è un sospetto fondato di allergia alle proteine del latte, si fa una prova strutturata: solo le proteine del latte vaccino, per due-quattro settimane, e poi si reintroduce per vedere se i sintomi tornano. Senza la reintroduzione, la prova non ha dato nessuna risposta.
  • Gli idrolisati spinti e le formule a base di aminoacidi hanno indicazioni precise, e le coliche isolate non sono una di quelle.

La parte di cui nessuno parla

Il pianto inconsolabile è, statisticamente, il momento di maggior rischio per un neonato — non per la colica, ma per quello che un adulto esausto può fare senza volerlo. Le settimane in cui il pianto è al massimo sono le stesse in cui si concentrano i casi di scuotimento del neonato, che può causare un danno cerebrale permanente in pochi secondi.

Quindi va scritto chiaramente:

> Se senti che stai per perdere il controllo, appoggia il bambino nella culla, sulla schiena, ed esci dalla stanza per cinque minuti.

Un bambino che piange nella culla per cinque minuti è al sicuro. Un bambino in braccio a un adulto allo stremo può non esserlo. Uscire dalla stanza non è un fallimento: è la mossa giusta, ed è quella che i pediatri chiedono di fare.

Vale anche il resto: darsi il cambio in modo organizzato e non improvvisato, dormire quando dorme lui invece di sistemare casa, dire a chi propone rimedi che non servono altri consigli. E se il pianto ha smesso di essere un problema del bambino ed è diventato un problema tuo — se ti senti in colpa, se piangi anche tu, se non provi quello che pensavi di dover provare — quello va detto al pediatra o al medico di famiglia. La depressione post partum è frequente, e il pianto del bambino è uno dei suoi fattori scatenanti riconosciuti.

Quando bisogna parlare al pediatra delle coliche?

Sempre, se serve rassicurazione: non è tempo perso, ed è più utile di dieci ricerche notturne. E in particolare quando c'è uno dei segnali dell'elenco sopra, quando la crescita rallenta, quando il pianto continua oltre i quattro mesi, o quando in casa non si regge più.

La visita serve a due cose: escludere quello che non è colica, e mettere una data sulla fine.

Per un appuntamento: 081 832 1910, oppure un messaggio WhatsApp al 347 628 9789.

Avvertenza — Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituisce in alcun modo la visita medica, la diagnosi o il parere del pediatra. Per qualsiasi dubbio sulla salute del tuo bambino, consulta sempre il tuo medico di riferimento.

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