Salta al contenuto
Tutti gli articoli
🌬️
Diagnostica in studio 6 min di lettura 31 agosto 2026

Spirometria nei bambini: da che età si fa, come funziona, cosa dicono i valori

Un soffio dentro un boccaglio misura quanto sono aperti i bronchi di tuo figlio. Da che età un bambino riesce a farla, quali numeri contano davvero, e perché una spirometria normale non esclude l'asma.

La spirometria è l'unico modo per sapere quanto sono aperti i bronchi di un bambino invece di dedurlo. Nell'asma questo conta più che altrove, perché l'asma è una malattia che si nasconde: il bambino sta bene per settimane, la visita è normale, il torace è pulito — e intanto i bronchi sono infiammati e più stretti di quanto dovrebbero.

L'esame dura pochi minuti, non fa male, non richiede aghi né prelievi. La parte difficile non è tecnica: è convincere un bambino di sei anni a soffiare con tutta la forza che ha, e a rifarlo tre volte.

Da che età si può fare la spirometria a un bambino?

Dai cinque-sei anni nella maggior parte dei bambini.

Non è un limite anagrafico ma di collaborazione: la spirometria richiede di capire un'istruzione, trattenere il fiato e poi soffiare con la massima forza per diversi secondi di fila. Alcuni bambini ci riescono a quattro anni e mezzo, altri a sette faticano ancora. Con un operatore abituato ai bambini e un programma con incentivi sullo schermo — la candelina da spegnere, la torta, il palloncino da gonfiare — l'età si abbassa parecchio.

Quello che cambia nei bambini rispetto agli adulti è il tempo di espirazione. Un adulto deve soffiare per almeno sei secondi; un bambino svuota i polmoni molto più in fretta, e una manovra di due o tre secondi che finisce con un plateau vero è perfettamente valida. Un tecnico che pretende i sei secondi da un bambino di sei anni ottiene solo tracciati scartati.

Sotto i cinque anni la spirometria non è praticabile, e la diagnosi di asma resta clinica: si guarda la storia, si guarda la risposta alla terapia di prova. Non è un ripiego, è il metodo corretto a quell'età.

Come si fa la spirometria a un bambino?

Il bambino sta seduto, dritto, con un tappino morbido sul naso — serve perché altrimenti una parte dell'aria esce di lì e la misura è falsata.

1. Respira normalmente dentro il boccaglio per qualche secondo, per abituarsi.

2. Fa un'inspirazione massima, riempiendo i polmoni fino in fondo.

3. Soffia subito, con tutta la forza possibile, senza pause fra l'inspirazione e il soffio, e continua a soffiare finché ha aria.

4. Torna a respirare normalmente.

La manovra si ripete finché non si ottengono almeno tre prove accettabili, di cui due sovrapponibili fra loro. Se le tre curve non si somigliano, il dato non è affidabile e va rifatto: è la ragione per cui una spirometria seria dura venti minuti e non tre.

Non serve digiuno. Meglio evitare un pasto abbondante nell'ora prima e lo sport intenso nei trenta minuti prima. Abiti comodi, niente cinture strette.

Quali farmaci vanno sospesi prima della spirometria?

Se la spirometria serve a capire se c'è ostruzione, i farmaci che aprono i bronchi vanno sospesi — altrimenti si misura il farmaco, non il bambino. Le indicazioni le dà il pediatra caso per caso, perché dipendono dal motivo dell'esame:

  • broncodilatatore a breve durata (salbutamolo): di norma 4-6 ore prima;
  • broncodilatatore a lunga durata e associazioni: di norma 24-36 ore prima;
  • antileucotrienico (montelukast): 24 ore prima;
  • antistaminici: non interferiscono con la spirometria, ma se nella stessa seduta si fanno i test cutanei vanno sospesi da cinque a sette giorni. Vale la pena chiederlo quando si prenota.

Il cortisone inalatorio di fondo non va sospeso di iniziativa. È la terapia che tiene il bambino stabile; interromperla per un esame è un rischio inutile, e va deciso solo dal medico.

Quali valori della spirometria contano in un bambino?

Il referto è pieno di sigle. Quelle che decidono qualcosa sono quattro.

  • FVC (capacità vitale forzata) — tutta l'aria che il bambino riesce a buttare fuori dopo aver riempito i polmoni. È il "quanto".
  • FEV1 (volume espiratorio nel primo secondo, in italiano VEMS) — quanta aria esce nel primo secondo. È il "quanto in fretta", ed è il numero che risente per primo di un bronco stretto.
  • FEV1/FVC — la frazione del totale che esce nel primo secondo. È l'indice di ostruzione.
  • FEF 25-75 — il flusso a metà espirazione, che riflette le vie aeree piccole. È sensibile ma molto variabile: da solo non fa una diagnosi, e un FEF 25-75 basso con tutto il resto normale non va trasformato in una malattia.

Qui c'è un errore che si vede spesso, e vale la pena conoscerlo. Negli adulti si dice che c'è ostruzione quando FEV1/FVC scende sotto 0,70. Nei bambini quel numero non si applica: un bambino sano ha normalmente un rapporto sopra 0,85-0,90, perché i suoi bronchi sono proporzionalmente più larghi. Usare il valore dell'adulto significa non vedere ostruzioni reali. I valori pediatrici si leggono confrontandoli con quelli attesi per statura, età, sesso ed etnia, e il confine di normalità è il quinto percentile della popolazione sana, non una soglia fissa.

Per lo stesso motivo il "percento del predetto" va letto con la statura giusta: in un bambino la spirometria si interpreta a partire dall'altezza misurata quel giorno, non da quella dell'anno prima.

Che cos'è il test di reversibilità?

Se la prima spirometria mostra ostruzione, si somministra un broncodilatatore per via inalatoria con distanziatore, si aspettano quindici minuti e si ripete l'esame.

Se il FEV1 migliora in modo significativo, l'ostruzione è reversibile — e la reversibilità è la firma dell'asma. È il singolo dato che distingue l'asma da un'ostruzione fissa, ed è il motivo per cui vale la pena fare la spirometria prima di impostare una terapia di fondo, invece che dopo.

Una spirometria normale esclude l'asma?

Questa frase andrebbe scritta su ogni referto.

L'asma è per definizione una malattia variabile. Fra un episodio e l'altro, un bambino asmatico ben controllato — o semplicemente un bambino visitato in un giorno buono — ha una spirometria perfettamente normale. Un esame nella norma dice che *in quel momento* i bronchi erano aperti; non dice che non lo siano stati la settimana prima alle tre di notte, né che non lo saranno alla prossima infezione virale.

Quando il racconto dei genitori è convincente e la spirometria è normale, le strade sono altre: rifarla durante i sintomi, misurare la variabilità del picco di flusso a casa per due settimane, valutare un test da sforzo, oppure impostare una terapia di prova e vedere se il bambino cambia. Non "l'esame è a posto, non è asma".

Quando serve fare la spirometria a un bambino?

  • Sospetto di asma in un bambino dai cinque-sei anni: tosse secca notturna, tosse dopo la corsa, respiro fischiante, fiato corto ricorrente.
  • Monitoraggio di un'asma già diagnosticata, almeno una volta l'anno anche se il bambino sta bene, e ogni volta che si cambia terapia.
  • Tosse cronica che dura da più di quattro settimane senza spiegazione.
  • Il bambino che "si stanca prima degli altri" a educazione fisica e si ferma.
  • Prima e dopo un ciclo di terapia, per avere un numero e non un'impressione.

Non serve per diagnosticare un'allergia: per quello ci sono i test cutanei. Le due cose però si tengono, ed è la ragione per cui conviene farle nella stessa seduta.

Dove si fa

Nello studio di Caivano la spirometria si esegue in sede, dai cinque-sei anni, con lettura immediata e, quando indicato, il test di reversibilità con broncodilatatore nella stessa visita. Se serve anche il quadro allergologico, i test cutanei si fanno nello stesso appuntamento: si esce con il tracciato, il quadro degli allergeni e la terapia impostata, senza un secondo accesso a distanza di settimane.

È una prestazione in regime privato, senza vincoli di residenza o di ASL: il costo dipende dall'esame e dall'eventuale valutazione allergologica associata, e si comunica al telefono al momento della prenotazione — 081 832 1910, oppure un messaggio WhatsApp al 347 628 9789.

Avvertenza — Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituisce in alcun modo la visita medica, la diagnosi o il parere del pediatra. Per qualsiasi dubbio sulla salute del tuo bambino, consulta sempre il tuo medico di riferimento.

Hai domande per il Dr. Vitale?

Contattaci per fissare una visita. Ogni dubbio merita una risposta.

Prenota una visita